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25/09/2013
Redditometro: tipologia di presunzione
Premessa – Per comprendere l’efficacia dell’azione dell’Agenzia delle Entrate derivante dal nuovo redditometro e per il contribuente le possibilità di difesa sarà necessario capire la qualificazione delle presunzioni riconducibili alla nuova metodologia di accertamento. Gli elementi - In base alla giurisprudenza prevalente della Corte di cassazione, l'Amministrazione Finanziaria può determinare sinteticamente il maggior reddito imponibile sulla base del detto strumento accertativo in presenza di elementi e circostanze di fatto certi che presuppongono la disponibilità di un corrispondente reddito, senza dover fornire ulteriori prove. Si sarebbe, pertanto, in presenza di una presunzione legale relativa e, di conseguenza, una volta accertata l'esistenza di tali elementi e circostanze, spetterebbe al contribuente fornire la prova dell'inesistenza della capacità reddituale. Cassazione sentenza 14896/2012 - Tale orientamento è stato, da ultimo, ribadito dalla Suprema Corte nelle ordinanze 6 agosto 2012, n. 14168, 5 settembre 2012, n. 14896, e 29 ottobre 2012, n. 18604. L'Agenzia delle Entrate ha aderito a tale orientamento precisando, nella circolare n. 12/E del 2010, che l'accertamento effettuato mediante l'utilizzo del redditometro si fonda su una presunzione legale relativa, che può essere contrastata con vari elementi di prova contraria. Diversa interpretazione - In alcune pronunce la Suprema Corte si è però discostata, almeno in parte, da tale orientamento. Nella sentenza 17 giugno 2011, n. 13289, è stato incidentalmente affermato che l'accertamento effettuato in base al redditometro rientra tra quelli standardizzati mediante l'applicazione di parametri o studi di settore, i quali costituiscono un sistema di presunzioni semplici. Si è trattato, però, di una precisazione finalizzata soprattutto ad affermare l'obbligatorietà del contraddittorio. Nella successiva sentenza 20 dicembre 2012, n. 23554, è stato più chiaramente precisato che l'accertamento sintetico, “già nella formulazione anteriore a quella successivamente modificata” dal D.L. n. 78/2010, “tende a determinare, attraverso l'utilizzo di presunzioni semplici, il reddito complessivo presunto del contribuente mediante i ccdd. elementi indicativi di capacità contributiva stabiliti dai decreti ministeriali con periodicità biennale”. La personalizzazione - Sulla base di queste ultime sentenze sembrerebbe che il redditometro si basi su elementi che devono essere necessariamente personalizzati in sede di accertamento e non sarebbe, pertanto, possibile riportare acriticamente i valori derivanti dallo stesso, perché non si sarebbe in presenza di un fatto noto stabilito dalla legge, come nel caso delle presunzioni legali. Meccanismo presuntivo - Con riguardo alla menzionata sentenza n. 23554 è stato, peraltro, autorevolmente affermato che è lecito esprimere “qualche riserva sulla rilevanza effettiva della sentenza quanto alla qualificazione del meccanismo presuntivo che caratterizza l'accertamento sintetico”, perché l'affermazione sopra riportata perde “di spessore sia perché ha una collocazione piuttosto marginale nella motivazione, tanto che a fatica se ne coglie l'utilità nell'iter logico complessivo, sia perché non sorretta da un'analisi serrata della questione. Senza forse regredire al rango di mero obiter dictum, tale passaggio della sentenza, che non incide sulla soluzione dei motivi del ricorso per cassazione che veniva deciso, è comunque obiettivamente poco incisivo e non consente di ritenere definitivamente risolta la questione”. Sentenza 2806/2013 - Da ultimo, nell’ordinanza 6 febbraio 2013, n. 2806, la Cassazione, dopo aver ribadito che nei casi in esame si è in presenza di una presunzione semplice, ha però precisato che tale presunzione genera l'inversione dell'onere della prova, trasferendo sul contribuente “l'impegno di dimostrare che il dato di fatto sul quale essa si fondava non corrispondeva alla realtà”. La Corte sembrerebbe affermare che gli effetti della presunzione in esame sono gli stessi di quella legale relativa.

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