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10/10/2013
Note di credito Iva e procedure concorsuali
L’art. 26 del D.P.R. 633/72 consente l’emissione della nota di credito Iva, senza limiti di tempo, se un'operazione per la quale sia stata emessa fattura viene meno in tutto o in parte per mancato pagamento a causa di procedure concorsuali o di procedure esecutive rimaste infruttuose. La disciplina Iva prevista per le perdite su crediti nel caso di procedure concorsuali si presenta tuttavia estremamente rigida e molto più restrittiva rispetto a quella prevista per le imposte sui redditi. Come chiarito infatti anche dalla Circolare dell’Agenzia delle Entrate 77/E del 17 aprile 2000 è possibile emettere una nota di credito a seguito del mancato pagamento a causa di procedure concorsuali o esecutive quando: - l'operazione è stata fatturata e registrata (le operazioni certificate con scontrino o ricevuta fiscale sono invece escluse); - Il debitore è assoggettato a procedure esecutive; - il credito è rimasto insoddisfatto; - il creditore ha partecipato al concorso. Non può invece beneficiare della disposizione il creditore che non partecipa alla procedura. Anche al verificarsi di tutte le suddette condizioni è però necessario attendere la giuridica certezza dell’inesigibilità del credito. Si pensi al fallimento: la nota di credito potrà essere emessa soltanto alla scadenza del termine per le osservazioni al piano di riparto (15 giorni dal deposito), oppure, qualora non vi sia stato il piano di riparto, alla scadenza del termine per il reclamo al decreto di chiusura del fallimento. Non tutte le procedure consentono inoltre il recupero dell’Iva versata. Ai fini delle variazioni rilevano infatti soltanto il fallimento, la liquidazione coatta amministrativa, il concordato fallimentare e il concordato preventivo. Sono invece esclusi gli accordi di ristrutturazione dei debiti, nonostante l’art. 33, comma 5, del D.L. 83/2012 abbia espressamente ammesso tale procedura tra quelle che consentono la deducibilità ai fini delle imposte sui redditi. Pertanto, se le perdite su crediti derivano da accordi di ristrutturazione sui debiti sarà necessario seguire la procedura ordinariamente prevista dall’art. 26 del D.P.R. 633/72 ed emettere la nota di credito entro un anno dall’operazione che ha generato il credito: un termine sicuramente troppo breve

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