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04/10/2013
Dopo la fiducia il governo va avanti
Economia, fisco e cultura, questi gli obiettivi del programma dopo la fiducia in Parlamento. Governo riconfermato - Questa è l’alba di una nuova maggioranza, sorta dalle macerie dello stallo pre-fiducia. Ieri infatti il governo Letta-Alfano, perché così sarebbe opportuno definirlo, ha incassato una doppia fiducia, quella del Senato e quella della Camera, ma per sopravvivere ha letteralmente spaccato in due il finora granitico partito di Silvio Berlusconi. La fiducia al Senato - La mattinata di ieri è stata caratterizzata dalle operazioni di voto a Palazzo Madama, che si sono concluse nel primo pomeriggio con il colpo di scena dell’ex presidente del Consiglio, leader del pdl. Berlusconi infatti, che da giorni aveva assicurato il proprio voto sfavorevole alla fiducia, ha stupito tutti gli scranni del Senato annunciando il proprio sì e, conseguentemente, quello dei senatori della sua corrente. Così il Senato ha dato il via libera alla fiducia al governo di Enrico Letta con 235 sì e 70 no. Poi la palla è passata a Montecitorio. I punti del programma - Non è il governo del rinvio, quello di Letta, bensì il governo del fare, che trainerà l’Italia fuori dal periodo recessivo, con riforme e interventi mirati. Questa la sintesi del discorso pronunciato da Letta ieri, i cui punti salienti sono stati ribaditi sia in Senato che alla Camera. Nel programma, a partire da oggi, avranno quindi un posto di rilievo la riforma della legge elettorale e l’ammodernamento della Costituzione, oltreché l’aumento di un punto del Pil nel 2014. Secondo il presidente del Consiglio, appare quanto mai preliminare un abbassamento delle tasse per tutti i cittadini onesti e contribuenti virtuosi. “A chi fa polemiche - ha spiegato il premier - ricordo che con il nostro governo gli italiani hanno pagato meno tasse per oltre 3 miliardi di euro. Con la legge di stabilità faremo una riduzione del carico fiscale sul lavoro”. Per quel che concerne poi gli impegni presi in sede europea, il 2014 appare quale anno davvero decisivo soprattutto perché ci attende il semestre di presidenza italiana. “Rispetteremo gli impegni con l’Europa per il 2014, il peso del debito deve ridursi e si ridurrà entro il 3%. Le parole crescita e lavoro saranno al centro del nostro semestre”, ha sottolineato Letta. La fiducia alla Camera - E dopo un travagliato passaggio al Senato, che ha portato a un differente scenario politico, con lo sdoppiamento del pdl che finora aveva marciato compatto e lo stupore di quanti davano per certa la sfiducia, il governo ha conquistato anche Montecitorio. Qui, è il caso di ricordarlo, il partito che più di tutti appoggia il governo, il pd, aveva la maggioranza assoluta, quindi, salvo eventuali franchi tiratori, si aveva già la certezza di portare a casa un utile numero di voti favorevoli alla fiducia. Tant'è che alla fine, tra polemiche e trasformazioni, il governo delle larghe intese ha preso voti 435 voti a favore, 162 voti contrari. In totale i deputati presenti alle operazioni di voto erano 597.

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