Area Clienti
E-mail
Password
 
Non ricordi la password?
CLICCA QUI!
Registrazione
Se non sei ancora registrato, clicca sulla freccia per poter effettuare la registrazione.
Registrati
 
 
NOTIZIE  
 
04/10/2013
I primi costi dell’Iva al 22%
olo nel primo giorno l’aumento è costato 10 milioni. Il carico è tutto sulle famiglie. L’aumento dell’Iva - Ieri l’Italia si è svegliata con un nuovo aggravio fiscale da dover portare sulle spalle: il passaggio dell’aliquota ordinaria Iva dal 21% al 22%. Sono infatti trascorsi solo due anni dall’ultimo aumento che, nel settembre del 2011, aveva visto la medesima aliquota aumentare di un punto, saltando dal 20% al 21%. Questa volta però l’aumento si è avvalso di una fortuita sospensione. Ricordiamo infatti che l’Iva al 22% sarebbe dovuta entrare in vigore dallo scorso primo luglio, poi però i governanti si erano messi una mano sulla coscienza, o più plausibilmente non sapevano che pesci prendere, e avevano varato la sospensione trimestrale. Anche questa volta, con l’imminente aumento del primo ottobre, si era parlato di una nuova sospensione. Purtroppo però si è messa in mezzo la crisi di governo, con mezza squadra esecutiva in fase di dimissioni e l’altra metà che tenta di portare a casa una fiducia (tra l’altro posta in Parlamento proprio per oggi), così la seconda sospensione di tre mesi è saltata e la maggiorazione è scattata ieri. La morale della storia è che da ieri primo ottobre i prezzi dei beni che avevano l’Iva al 21% sono aumentati e si prevede un devastante calo dei consumi. Il costo dell’aumento - Intanto c’è chi, calcolatrice alla mano, elabora i primi dati in merito al surplus di spesa a carico degli italiani. Le prime stime a riguardo le ha diffuse la Coldiretti. Secondo l’associazione di categoria, nel primo giorno di applicazione l’Iva al 22% è costata agli italiani ben 10 milioni di euro. Tutti a carico dei nuclei familiari. Il calcolo si è basato sulla variazione dei prezzi di quei beni per i quali è scattato l’aumento dell’aliquota ordinaria dal 21% al 22%. La spesa annua per le famiglie – Insomma, com’era da aspettarsi, a pagare per quest’aumento che proprio non ci voleva saranno ancora una volta le famiglie. Anzi, secondo i riscontri effettuati dalla Cgia di Mestre, saranno proprio i nuclei familiari meno abbienti e quelli più numerosi a farne le spese. Ritornando poi alle elaborazioni prodotte dalla Coldiretti sul primo giorno dell’Iva al 22%, si evince che a subire un’impennata dei prezzi sarà il comparto dei carburanti. L’aumento dei prezzi dei carburanti provocherà poi un effetto valanga sull’88% della spesa totale effettuata dalle famiglie che viaggiano su strada (soprattutto per lavoro). È chiaro quindi che non saranno colpiti solo i beni soggetti all’Iva al 22%, bensì anche quelli che non ne sono direttamente interessati. Il potere d’acquisto – Altra preoccupazione esposta dalla Coldiretti riguarda il calo del potere d’acquisto delle famiglie italiane, che è chiaramente connesso all’aumento dei prezzi. La riduzione delle possibilità di spesa delle famiglie, che sono i soggetti che consumano in misura maggiore, implicherà un nuovo e più forte calo delle vendite con evidenti riflessi negativi sulla produttività. Appare dunque evidente che una contrazione dei consumi potrà alimentare una spirale di recessione nel Paese, ostacolando una ripresa già di per sé molto difficile.

<< vai all'elenco delle news

Home | Servizi | Notizie | FAQ | Scadenze | Link Utili | Contatti