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25/09/2013
Redditi investimenti esteri: ritenute e imposte sostitutive
Legge Europea 2013 (L. 97/2013) L’art. 9, comma 1, lett. c), L. 97/2013, in vigore da oggi, ha riformulato l’art. 4, co. 2, D.L. 167/90 estendendo il campo di applicazione delle ritenute e delle imposte sostitutive sui redditi in relazione a investimenti esteri e attività di natura finanziaria. L’ambito soggettivo – L’art. 4, co. 2, primo periodo, D.L. 167/1990, così come riformulato dalla Legge Europea 2013, prevede che I soggetti obbligati ad effettuare la ritenuta o l’applicazione dell’imposta sostitutiva sono intermediari residenti,di cui all’art. 1, co. 1, D.L. 167/1990, ai quali gli investimenti e le attività sono affidate in gestione, custodia o amministrazione o nei casi in cui intervengano nella riscossione dei relativi flussi finanziari e dei redditi. Nel definire gli intermediari finanziari, l’art. 1, co. 1, D.L. 167/1990 rinvia all’art. 11, co. 1 e 2, D.Lgs. 231/2007. Di conseguenza, la nuova normativa riguarda gli esercenti attività finanziaria tenuti agli adempimenti antiriciclaggio, a condizione che con tali soggetti siano affidati in gestione, custodia o amministrazione gli investimenti o comunque intervengano nella riscossione dei relativi flussi finanziari e dei redditi. Ambito oggettivo - L’art. 4, co. 2, secondo e terzo periodo, D.L. 167/1990, definisce l’ambito oggettivo di applicazione delle ritenute e delle imposte sostitutive. In particolare: - il secondo periodo dell’art. 4, co. 2, D.L. 167/1990, prevede che la ritenuta trova altresì applicazione, con l'aliquota del 20 per cento e a titolo d'acconto, per i redditi di capitale indicati nell'articolo 44, comma 1, lettera a), D.P.R. 917/1986, derivanti da mutui, depositi e conti correnti, diversi da quelli bancari, nonché per i redditi di capitale indicati nel comma 1, lettere c), d) ed h), del citato articolo 44. In sostanza, gli intermediari, come precedentemente definiti, dovranno applicare la ritenuta a titolo di acconto del 20% sui redditi di capitale tra cui gli interessi derivanti da finanziamenti, rendite e prestazioni perpetue, fideiussioni e sui redditi rientranti nella categoria residuale dell’art. 44, co. 1, lett. h), D.P.R. 917/1986; - il terzo periodo dell’art. 4, co. 2, D.L. 167/1990, prevede l’applicazione della ritenuta a titolo di acconto del 20% sui redditi diversi indicati nell'articolo 67 del Tuir, derivanti dagli investimenti esteri e dalle attività finanziarie di cui al primo periodo, che concorrono a formare il reddito complessivo del percipiente. Costituiscono fattispecie da sottoporre alla ritenuta d'acconto del 20%: - la cessione di partecipazione qualificate estere poste in essere da persone fisiche fiscalmente residenti in Italia; - le plusvalenze derivanti dalla cessione di immobili e terreni collocati all'estero percepite da residenti non imprenditori, al verificarsi dei presupposti normativi previsti; - i redditi derivanti dalla locazione di beni immobili o mobili detenuti all'estero da residenti non imprenditori. L’ultimo periodo dell’art. 4, co. 2, D.L. 167/1990, prevede che nel caso in cui gli intermediari intervengano nella riscossione di redditi di capitale e redditi diversi, il contribuente è tenuto a fornire i dati utili ai fini della determinazione della base imponibile. In mancanza di tali informazioni la ritenuta o l'imposta sostitutiva è applicata sull'intero importo del flusso messo in pagamento. Considerazioni - Nuovi obblighi in capo agli intermediari, che sono chiamati ad agire come sostituti d’imposta nei casi appena descritti. Vi è certo da evidenziare le difficoltà che gli intermediari potrebbero incontrare nel qualificare il reddito in relazione del quale intervengono nella riscossione. Consapevole di tale difficoltà, il Legislatore ha previsto la collaborazione del contribuente che è tenuto a fornire i dati utili ai fini della determinazione della base imponibile.

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