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25/09/2013
Tares “semplificata”: agevolazioni finanziate dai contribuenti
Modificati dal Governo alcuni aspetti importanti della Tares La Tares - Con l'entrata in vigore della Tares (articolo 14, D.L. 201/2011), si sono unificati i prelievi sui rifiuti, abrogando le tre imposte alternative precedenti (Tarsu, Tia 1 e Tia 2) dal 1° gennaio 2013. La principale criticità del nuovo tributo riguarda l'obbligo di determinare la tariffa recependo integralmente i criteri e le formule del D.P.R. 158/1999. Questo comporta per le utenze domestiche la considerazione del numero dei componenti il nucleo familiare, per quelle non domestiche l'applicazione di indici di produttività di rifiuti distinti per ciascuna categoria di attività, predeterminata per legge. Nel passaggio dalla vecchia Tarsu, il recepimento di questi indici può comportare aumenti cospicui di prelievo per talune attività e riduzioni per altre. Per tale motivo da più parti è giunta la richiesta di differire la Tares, conservando i prelievi preesistenti. La Tares resta in vigore per tutto il 2013, ma le tariffe possono essere determinate ispirandosi al principio “chi inquina paga”, senza recepire integralmente il metodo normalizzato del D.P.R. 158/1999. Nulla cambia per la maggiorazione statale sui servizi indivisibili, il tutto in vista della revisione del prelievo sui rifiuti, annunciata per il 2014 nell'ambito della futura "service tax". Tares “semplificata” - Il decreto approvato dal Governo ha disposto che con regolamento da adottarsi entro fine novembre, i Comuni, in alternativa alla disciplina di legge, possono applicare la Tares con modalità semplificate. Gli stessi possono determinare le tariffe sulla base della qualità e quantità medie di rifiuti prodotti da ciascuna categoria di attività, quantificate in forza di specifici indici di produttività. Viene inoltre disposto, con una formulazione generica, che si tenga conto dei criteri del D.P.R. 158/1999. Il tutto, nel rispetto del principio comunitario “chi inquina paga”. I Comuni potranno dunque conservare le categorie di attività Tarsu, se ritenute comunque espressive di una omogenea capacità di produrre rifiuti. Anche gli indici di produttività dei rifiuti potranno essere individuati a livello locale. Quota fissa e variabile - Dovrà essere chiarito se, come sembra, anche la Tares "semplificata" debba essere suddivisa in quota fissa e quota variabile. Inoltre non cambia nulla in ordine alla maggiorazione sui servizi indivisibili, e i Comuni che hanno già attuato la Tares attenendosi scrupolosamente al D.P.R. 158/1999, non devono modificare l'impianto del prelievo. Riduzioni e agevolazioni - Il decreto dispone che i Comuni possono introdurre altre riduzioni e agevolazioni, oltre quelle di legge, e abroga la norma che impone di coprire le agevolazioni non collegate alla produzione di rifiuti con risorse diverse dalla Tares. Considerato che è confermato l'obbligo di copertura integrale del costo del servizio, sorge il dubbio che la norma comporti il divieto di ricorrere a sistemi di copertura delle agevolazioni diversi dalla stessa Tares. In questo senso sembra esprimersi la relazione al decreto. Se così fosse, tuttavia, si costringerebbero senza alcuna ragione tutti i Comuni che hanno già approvato le delibere a modificarle, prevedendo che le agevolazioni siano a carico dei contribuenti Tares. Inoltre è evidente che, se si addebita il costo della gestione dei rifiuti dei soggetti economicamente deboli agli altri soggetti passivi, si contravviene palesemente al “chi inquina paga”, richiamato dalla legge. Il criterio di riparto della spesa di gestione dei rifiuti sarebbe infatti influenzato da indici di carattere reddituale, in chiara violazione di quanto affermato dalla Corte di giustizia UE.

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